mercoledì, 14 maggio, 2008, 13:22 Cinema
Mettete una sera con tre premi Oscar. Che fate?Probabilmente, una doccia. Almeno olfattivamente non farete brutta figura.
Se invece quella sera i grandi attori sono sul grande schermo... la doccia ve la dovete fare lo stesso, che a me dà fastidio mangiare pop-corn mentre in sala sento odore di copertone di trattore surriscaldato.
Ma se andate a vedere il film che vi andrò a recensire, la doccia ve la potete fare a casa durante la proiezione, che non vi perdete questo granchè.
LA GUERRA DI CHARLIE WILSON è il tentativo malriuscito di Mike Nichols, nonostante avesse un cast di tutto rispetto (e che si doccia spesso) come Tom Hanks, Philip Seymour Hoffman, Julia Roberts, Amy Adams, Ned Beatty, Om Puri e John Slattery.La storia narrata è quella vera di Charlie Wilson (Tom Hanks), deputato americano che negli anni '80 ha finanziato l'invio di armi ai mujahidin, per respingere l'invasione sovietica dell'Aghanistan (ora sapete a chi dare la colpa...).
Wilson era un viziataccio dedito alla bella vita: donne, alcool e droga. Gli mancava giusto il rock'n'roll. La musica però era il suo modo decisionale coinvolgente, che lo ha portato infatti a creare un'improbabile alleanza tra il Mossad israeliano, l'Egitto e il Pakistan per far avere alla resistenza afghana armi e bazooka per abbattere gli elicotteri russi.
Tutta questa manovra politica viene messa su pellicola sottoforma di farsa. O di satira. Non saprei spiegarvelo bene in che modo.
La difficoltà sta nel fatto che, qualunque idea avesse il regista Nichols sulla stesura, gli è venuta male. Nonostante un Tom Hanks facilmente calato nel burlesco e un Philip Seymou Hofmann che è davvero un mago recitativo.
Julia Roberts, invece, più passa il tempo, più ha la carica emotiva e visiva di un tacchino.
Il film, dopo essere partito bene, prende una piega sbrigativa quasi che al regista nel secondo tempo scappava la grossa. Esce fuori dalla satira. Esce fuori dal moralismo. Esce fuori dalla riflessione. Esce fuori dal parodistico.
Non capisco perchè non sia uscito anch'io fuori dalla sala, mentre stavo arguendo tutto ciò.
Credo che Gust tema che un giorno Dio potrebbe stare da entrambe le parti. (Charlie Wilson mentre un senatore americano grida agli afghani "Dio è grande!")

domenica 11 maggio 2008, ore 15
domenica 11 maggio 2008


