martedì, 31 gennaio, 2006, 17:13
Ho fatto terno, ma avrei preferito non partecipare affatto.Anche perchè non parlo di euri vinti, ma di sonno perso.
Il terno secco riguarda delle lezioni mattiniere che, da oggi, terrò (con argomento fumetto, ovvio) a marmocchi delle scuole medie di Pescara.
La prima - come detto - l'ho fatta oggi. Alle 8.
Cioè, capite? Io che sono operativo alle 8!!!
Sottolineo che vengo da Sulmona. Sveglia alle 6 (ah, rio destino! Io a quell'ora solitamente rincaso o sto ancora disegnando)!
Stamane in Autostrada ho fatto giudare il mio pastore tedesco. Un ottimo guidatore ed anche un gentilcane, visto che ha pagato il tragitto. Peccato per la bava sullo sterzo.
Ma queste giornate passano in fretta. Purtroppo.
Infatti ho un'altra lezione il giorno dopo, sempre alle 8. Sempre a Pescara. Vabbè, farò guidare lo yorkshire, se riesco a mettergli dei trampoli per farlo arrivare ai pedali.
Ma poi la sera sarò a casa, beato e beota, crogiolandomi nella visione di Roma-Juve. Spero non vadino ai supplementari.
Sì, perchè vorrei andare a dormire non troppo tardi. Anche giovedì ho una lezione. Alle 8. A Pescara. E ho finito i cani guida.
Quindi, non avendo nè tempo nè voglia di scrivere qualcosa d'altro, vi immetto una cosuccia romantica. Riguarda la luna. Riguarda una promessa fatta alla luna. Riguarda una storia di una promessa fatta alla luna. Protagonista: Armstrong.
Esatto. Quell'Armstrong.
Ma sì, dai. Quello che poggiò il piede sulla Luna e poi si mise a suonare la tromba e tornò indietro in bicicletta.
LA STRANA FRASE DI NEIL ARMSTRONG
Il 20 luglio 1969, il comandante del modulo lunare Apollo 11 Neil Armstrong, fu il primo uomo che mise piede sulla luna. Le sue parole appena sceso sul suolo, "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un passo da gigante per l'umanità", furono trasmesse alla terra e ascoltate da milioni di persone. Ma appena prima di rientrare nel LEM, fece un'enigmatica esclamazione:
"Buona fortuna, signor Gorsky!".
Molte persone alla N.A.S.A. pensarono fosse una citazione che riguardasse un cosmonauta rivale sovietico; comunque, dopo aver controllato, si accorsero che non c'era nessun Gorsky nelle liste (sia russe che americane) del programma spaziale. Negli anni seguenti, molti giornalisti chiesero ad Armstrong cosa significasse quella frase, ma il cosmonauta si limitava semplicemente a sorridere. Il 5 luglio 1995 a Tampa Bay in Florida, nella conferenza stampa dopo un discorso, un reporter rifece la domanda, ormai vecchia di 26 anni, ad Armstrong. Finalmente questa volta Armstrong rispose. Il signor Gorsky era morto, così l'astronauta pensò fosse arrivato il momento di rispondere alla fatidica domanda.
Nel 1938, quando era un ragazzino di una piccola città del Midwest, stava giocando a baseball con un amico in cortile. Il suo amico colpì la palla, spedendola nel giardino dei vicini. La palla atterrò proprio di fianco alla finestra della camera da letto della casa. I suoi vicini erano il signor e la signora Gorsky. Come fece per raccogliere la palla, il giovane Armstrong udì la signora Gorsky urlare al marito: "Un pompino?! Tu... vorresti un pompino??? Ti farò un pompino quando il ragazzo della porta accanto camminerà sulla luna!!!".
Complimenti anche da parte mia, signor Gorsky!
Sulla volgarità della storiella non mi prendo nessuna responsabilità. Anche perchè sta scrivendo il mio cane guida. Tra l'altro velocissimo con la tastiera. Peccato per quella bava sui tasti.
Io comunque ho una frase di forte impatto per covincere una ragazza a fare all'amore con me: "Ehi, vuoi venire da me? A casa ho la sceneggiatura dell'ultima puntata di Beautiful che mi sono procurato via Internet!"
L'amore è una commedia in un atto: quello sessuale. (Enrique Jardiel Poncela)

Cronaca calcistica della ventiduesima giornata di calcio della Serie A TIM.
