Non ho idea di dove siano le mie idee 
lunedì, 19 febbraio, 2007, 03:00  Il Tempo
Genitori! Non fate navigare i vostri bambini su Internet senza un controllo adeguato (rischiano di incappare su siti quali L'Avvenire...).
Bambini! Non fate navigare i vostri genitori su Internet se sono impressionabili (fatevi piuttosto portare a rompere i coglioni in giro con le schiumette di carnevale...).
Gente qualunque! Se avete un minimo di buongusto, non andate avanti con la visione (certo che, essendo venuti volontariamente qui sopra, come minimo vi piace anche leccare il copertone di un trattore...).
Oggi la piccola vigna del Tempo ha vinto il premio della Kakkina d'Oro!
Trofeo per cui mi sono automenzionato, autovotato e autoassegnatomi la vittoria. Per dire come sia molto autominuto (anche se tanti affermano che io sia più scimunito).

Eh, mi capita spesso di non avere idee.
Cioè, ce le ho. Ma di solito, mi scappano subito via in un pub per l'happy hour.
Stavolta invece è successo che le idee siano rimaste direttamente a casa.
E io non ho il loro l'indirizzo. Nè il numero di cellulare (ma tanto non avrebbero risposto).
Così, codesta settimana, la vignetta è stata partorita senza idee. Ma con molte dosi di morfina (per sopportare il dolore della realizzazione di un'incommensurabile cagata).
Prot.

Non fa ridere, lo so.
Anzi, lo sapevo prima ancora di prendere in mano la mia HB.
Direi di passare direttamente alla citazione cinematografica, così per non dover passare tutta la giornata col cervello che tiene il muso.

La citazione, dicevo, è tutta nella frase "Febbre dell'oro".
Vi dice niente Charlot?
Ma sì, dai! E' il 1925. Anno in cui Charlie Chaplin firma la regia (recitando, ovviamente, anche nel ruolo principale) di uno dei suoi tanti capolavori.
LA FEBBRE DELL'ORO è ambientato in Alaska. E' il 1898 e Charlot, in cerca d'oro, finisce nella capanna del bandito Black Larsen (Tom Murray), il cui socio, Big Jim (Mack Swain), ha perso la memoria dopo aver trovato un ricchissimo giacimento. Rimasto solo con Big Jim che per la fame lo scambia per un pollo, Charlot va al saloon per trovare del cibo. Qui incontra Georgia (Georgia Hale) che per ingelosire il fidanzato lo lusinga dandogli un appuntamento. Invano, Charlot aspetterà la ragazza. In seguito Big Jim recupera la memoria, dividendo i proventi del giacimento con Charlot. Finalmente ricco, sul piroscafo che lo porta a sud, Charlot indossa per l'ultima volta i vecchi e logori panni con cui era partito. Incontrata Georgia, questa si offre di pagargli il biglietto. E' la prova d'amore che Charlot attendeva.
A quei tempi il film guadagnò ben 5 milioni di dollari. Un capitale!
Da rivedere la scena in cui Charlot e Big Jim, stremati dalla fame, cenano con delle... scarpe bollite.

Con questa pillola Chapliniana, forse per oggi mi sono salvato in calcio d'angolo.
Anche se ho sentito l'arbitro che dava il triplice fischio mezz'ora fa, dandomi del pirla mentre si recava negli spogliatoi.

Ciascuno chiama idee chiare quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle sue. (Marcel Proust)