giovedì, 31 marzo, 2005, 21:50 Cinema
Oggi siamo totalmente in argomento film. Pur non fregandovene nulla, vi dico che a Pasquetta al Warner Village di Montesilvano sono andato a vedermi La Terza Stella con Ale & Franz (ocio, non che mi sono visto il film in compagnia di Ale & Franz, anche perchè ero con Enza & Sara).Trama semplice come il succiàre un succo di frutta.

Ale - serio, deciso e razionale - è il proprietario dell'albergo "Belvedere" e Franz - stralunato e bambinesco - è suo cognato. Entrambi vivono la preparazione dell'evento dell'anno: una partita a scacchi vivente. Ale affronta questa vigilia mentre Franz decide di stabilirsi nel suo albergo "per aiutarlo". Nell'albergo (sul quale Ale vorrebbe applicare un'agognata terza stella) tra i vari clienti ci sono dei malviventi che scavano un tunnel nelle fondamenta per raggiungere i sotterranei di un carcere e liberare un loro pericoloso compare. Ale e Franz vengono risucchiati, tra una serie di gag zelighiane, nel vortice di questo piano malavitoso. Le vicende degli scacchi e del tunnel sotterraneo s'intrecciano con un'avventura finale del tutto inaspettata (che non vi dico. Come ho pagato io, così pagate voi per vederlo. Ohè!...).
Commenticchio al film: Ale e Franz in una non lontana intervista dissero "Non sarà un film su una panchina". La panchina infatti non c'era, ma le battute da panchina sì!
In pratica quello che vedrete in sala sono le battute di Zelig con un film intorno. Ma per fortuna queste battute sono molto divertenti (perchè come comici Ale e Franz non hanno nulla da invidiare a nessuno sull'umorismo) e il film scorre così tranquillo.
Alla regia c'è Alberto Ferrari, che li ha diretti in teatro. Altri del cast sono Francesca Giovanetti (la moglie di Franz), Pippo Santonastaso e Diego Parassole.
Consiglio di vedervelo solo se vi piace il loro timbro comico, la loro vena di follia e l'amore per le assurdità del linguaggio.
"Ho fatto una dieta". "Per dimagrire?" "No, per diventare più alto. Siccome non riesco a buttar giù peso, il medico mi ha detto di puntare agli otto metri, così novanta chili su otto metri si vedono meno." (Ale & Franz)















